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Altro che 24 di LeMans… Questa è la 24 ore dell’ Off Road

By Nov 28,2017

Abbiamo raggiunto Enrico Ercolani al telefono sulla via del ritorno tra l’Albania e l’Italia dove ha partecipato al Tirana 24 e con un’ entusiasmo ancora 32 per l’ottimo quarto posto il classifica overall ci ha spiegato un pò come sono andate le vicende.

“Tosta come poche ma una soddisfazione immensa fino alla fine,
soprattutto quando al mio arrivo , mi trovo Jutta Kleinschmidt (vincitrice della Dakar in auto qualche anno fa) mi viene incontro per complimentarsi della vittoria: primo di classe, quarto includendo le auto, undicesimo includendo le moto.
Una sessantina gli iscritti, una cinquantina i partenti, metà auto metà moto”

VENERDI 17
LA PARTENZA Si sta facendo buio, sono le 18.00, dove ci schierano nella via principale a lisca di pesce, musica a manetta, spettatori sfegatati e tanti fotografi; sono gli 4 SSV davanti alle auto e una ventina di moto davanti a noi. La tensione sale, arrivano alle 18,00 e parte la prima moto dove uno speaker indiavolato che urla un pò in albanese un po in italiano scandisce di minuto in minuto i concorrenti cosi si fanno subito le 18:30 e parte l’X3 belga, alle 18:31 parto io per secondo.

Breve trasferimento attraverso la città poi in salita sulla montagna dietro Tirana, giusto per provare quel portento di luci montate per l’occasione prima di partire e subito incolonnati per la prima prova speciale di 110 km.
La tensione è palpabile, il cuore è in gola e ne riesco a sentire ogni singolo battito. Adrenalina a 1000!

Non sapevo come impostare la gara: 24 ore no stop come avrei reagito? Decido di proseguire con un passo veloce ma non al massimo, per capire anche il livello degli altri.
PS 1 Si snoda nel sottobosco tra pietre lisce, bagnate e una tonnellate di foglie umidicce sopra dove la sensazione era quella di guidare sul ghiaccio e chiudo la speciale in decima posizione assoluta; contento perché oramai ero entrato in piena atmosfera gara e la tensione era quella giusta.

Arriviamo all’ 1:00 di notte e ripartiamo all’ 01:30 e in quella mezz’ora l’assistenza ha ripulito il parabrezza, ha dato un pò di gioco alle cinture, ha controllato le testine e rabboccato il carburante.

PS 2 Ripartiamo subito, davanti a Jutta Kleinschmidt, per la seconda PS quasi tutta in quota da effettuare con cautela perché costeggiava parecchi precipizi che per fortuna erano segnati bene sul Road Book. Deciso a non farmi prendere ma per i primi 50 km vedo i fari dietro ma non mi riesce a raggiungere ma purtroppo subito dopo una curva passiamo in mezzo ad un cantiere e si alza un nebbione di polvere che non ci permetteva di vedere neanche ad un metro di distanza.

Preso dalla foga, sbagliamo una nota e ci perdiamo in cima ad un monte dove abbiamo percorso 8 km di un sentiero stretto e fangoso, accorti dello sbaglio facciamo marcia indietro e torniamo sui nostri passi, ovviamente sempre in mezzo ad una fitta nebbia, incrociamo chi ci seguiva ma abbiamo pagato l’errore con un’ora di ritardo.

Finiamo ancora in piena notte ed abbastanza infreddoliti, il termometro segnava zero gradi, rientriamo per la mezz’ora di assistenza prima della terza PS.

PS 3 / 4 Stava per arrivare l’alba con le prime luci si intravedevano panorami da urlo intanto con una strategia aggressiva volta a recuperare tempo prezioso e una guida serrata abbiamo concluso in terza posizione assoluta, dietro al prototipo che avrebbe poi vinto nella categoria auto.

SABATO 18
Nelle successive speciali abbiamo incontrato tanti attraversamenti di fiumi, guadi e pozzangheroni che ad entrarci dentro facevano effetto motoscafo ma percorsi oltre 900 km arriviamo a fine della penultima tappa, di nuovo nel buio, stanchissimo e demotivato volevo abbandonare e tirare diritto verso Tirana, che vedevamo illuminata in lontananza ma per fortuna è venuto fuori lo spirito Dakarista nel mio copilota (con 4 dakar alle spalle) che mi ha preso con tutta calma, convincendomi a portare a termine questa impresa inoltre per parco assistenza un concorrente in moto che ci seguiva mi disse “fanculo, caschi il mondo ma io entro nell’ultima PS” e rassicurati anche dal fatto che mancavano solo gli ultimi 35 km ci siamo presentati per quest’ ultima tostissima e navigatissima tappa dove abbiamo concluso in sesta posizione assoluta.

Merito anche del mio navigatore che non ha sbagliato un colpo e tra l’altro non sapevamo del Mavercik X3 che ci antecedeva, nella penultima speciale aveva rotto un mozzo contro un roccione e si era ritirato perchè aveva accumulato una forte penalità e gli altri due SSV erano dietro di noi. Arrivano cosi le 20,30 del giorno dopo la partenza e a fine gara, Jutta che veniva a congratularsi perchè avevano fatto metà gara per pilota e per navigatore. Cosa possibile da regolamento. Doppia soddisfazione, noi abbiamo concluso la gara con un singolo equipaggio, per 26 ore filate abbiamo dato gas, a volte a palate a volte invece ragionando.

CONCLUSIONI
Ringrazio Mino che mi ha preparato una macchina semplice ma veloce e robusta, Massimo Sorti che ha fornito il kit LED per la notturna e G.E. Astori che mi ha navigato come meglio non avrebbe potuto fare! Una grande esperienza

Tirana OffRoad 24 Hours

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